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martedì 25 settembre 2007

Ambienti interattivi uomo-computer nella creatività umana

L'ambiente in interazione con il processo creativo di gruppo

L’ambiente che risulta importante per stimolare il lavoro creativo, quando si integra con i supporti informatici può presentare le seguenti caratteristiche, identificate da Hewett (2005), al fine di definire il PSE (problem-solving environments):
-Provvedere ad una libreria con delle facilitazioni di ricerca.
-Rendere possibile una rappresentazione di alternative multiple di problemi dominio-specifici. -Consentire a queste rappresentazioni di essere gestite contemporaneamente, così da poterle confrontare con facilità.
-Consentire un utilizzo flessibile e fluido del lavoro.
-Consentire delle configurazioni multiple dell’ambiente elettronico, in modo da sostenere una continuità di lavoro.
-Supportare un’ampia varietà di memoria multipla e di ricerca delle operazioni.
-Provvedere ad un accesso multiplo agli archivi.
-Memorizzare il lavoro prodotto dall’utente, al fine di rendere recuperabili i dati acquisiti in ogni momento.
-Rendere possibile la ridefinizione e la ricostruzione del problema.
Queste caratteristiche specifiche dell’ambiente proprio del problem-solving, potrebbero essere generalizzate a qualunque sistema informatico a supporto del lavoro creativo.

venerdì 7 settembre 2007

SIAM

Search For Ideas in Associative Memory

Nel modello SIAM, vengono identificate due fasi di generazione delle idee:
- Attivazione delle conoscenze
- Effettiva produzione di idee

Il primo processo risulta esser consapevole e seguendo il modello SAM, si afferma che la ricerca di indizi viene assemblata all’interno della memoria a breve termine per poi passare ad una ricerca in quella a lungo termine. Una ricerca basata sugli indizi all’interno della memoria a lungo termine si basa sull’attivazione di immagini, mentre l’immagine attivata dipende dal tipo di legami o connessioni tra gli elementi presenti negli indizi e l’immagine cercata all’interno di questa memoria (Nijstad, Diehl, & Stroebe, 2003). Quando un’immagine viene attivata, può essere usata per generare idee (seconda fase) attraverso la combinazione di conoscenze fornendo nuove associazioni o applicando conoscenze ad un nuovo dominio (Mednick, 1962). Questo avviene nella generazione di una o più idee espresse in sequenza; queste possono essere seguite da altre, successive, idee inserite come indizi e quindi in grado di attivare nuove immagini nella memoria a lungo termine. Presumendo che immagini, semanticamente correlate, abbiano legami forti tra di loro, i concetti che si attiveranno successivamente saranno anch’essi semanticamente legati, generando così, ciò che si può definire un train of thought, ovvero un flusso di pensieri (Nijstad, Diehl, & Stroebe, 2003). Il flusso di pensiero individuale è caratterizzato da una modalità di raggruppamento di idee all’interno dei quali queste stesse vengono prodotte velocemente, accorpate in libere associazioni e individuate con parole categorizzate (Bousfield, 1953; Gruenewald & Lockhead, 1980). Nelle situazioni di gruppo, invece, gli autori sostengono che il processo cognitivo, sopra descritto, subisca sia delle interferenze sia delle stimolazioni. Questo perché si è dimostrato come le menti che lavorano insieme possono generare una sorta di sinergia, in grado di influenzare i soggetti individualmente.

Quando aumenta la produttività in gruppo

La stimolazione cognitiva del produrre in gruppo

Vengono identificati due possibili effetti positivi all’esposizione di idee provenienti dai membri del gruppo: Le idee degli altri possono attivare conoscenze che altrimenti non sarebbero accessibili (Brown e coll., 1998; Higgins,1996; Tulving & pearlstone,1966; Paulus & Brown, 2003). Questo avviene quando le idee-stimolo sono semanticamente diverse, in quanto differenti stimoli attivano un più ampio intervallo di conoscenze, il che facilita la produzione di idee semanticamente diverse, aumentando quindi la produttività individuale (maggiore varietà di idee prodotte). Quando le idee-stimolo sono semanticamente omogenee, non daranno accesso a categorie meno accessibili, ma nelle categorie accessibili si amplierà la varietà di idee prodotte (maggiore profondità di idee prodotte). Alle volte, però, le idee-stimolo possono interferire con le attività cognitive; ovvero quando esse attivano un’ immagine che è in disaccordo con il flusso di pensieri prodotto dal soggetto, il train of thought potrebbe essere abbandonato prematuramente. Ciò darà origine ad una diminuzione della lunghezza dei flussi di idee e ad una minore profondità dei medesimi. L’ interferenza cognitiva, in questo caso, si presenta quando si attivano immagini diverse nello stesso momento. Al fine di limitare questo tipo di interferenza il brainstorming elettronico si è collocato come principale sistema di ottimizzazione del lavoro creativo in gruppo. Verrà approfondito l'argomento nella sezione EBS (electronic brainstorming)

mercoledì 22 agosto 2007

Stimolazione ed interferenze cognitive nella produzione di idee in gruppo


Vengono presentati gli effetti cognitivi, positivi e negativi, legati all'interazione di gruppo.


Come già discusso nel post sulla perdita di produttività, il blocco di produzione, risulta essere un effetto inevitabile nel contesto della condivisione di idee con altri soggetti. In questa sede tuttavia, alla luce del modello sopra presentato (SIAM), si definisce come tale blocco sia legato all’interferenza cognitiva provocata dal ritardo causato tra generazione ed articolazione di un’idea. Secondo il modello tale blocco influisce sia sull’attivazione delle immagini sia sul successivo flusso di idee (train of tought).
La prima ipotesi degli autori del modello SIAM è che il flusso di idee, all’interno di un dominio semantico, venga bloccato in modo prematuro quando le idee non possono essere espresse immediatamente, dato il limite di attivazione delle informazioni all’interno della memoria a breve termine. Ma lo stesso blocco può influire sull’attivazione di immagini, essendo tale processo consapevole, e quindi possibilmente disturbato dal mantenimento di idee per più di un certo intervallo di tempo nella memoria a breve termine. Si deduce quindi che, ritardi imprevisti darebbero origine a un numero inferiore sia di immagini unificate sia di i idee, mentre i ritardi connessi con la presa di turno sembrano influenzare la lunghezza dei train of thought (Nijstad, 2000; Nijstad e coll., 2003).
Parlando di stimolazione cognitiva, si può osservare come il modello SIAM consideri le idee generate, dagli altri componenti del gruppo, come stimoli esterni in grado di inserirsi nella MBT dell’individuo. Inoltre, gli autori specificano come tali idee siano assimilate abbastanza automaticamente, ovviamente se l’attenzione è sufficientemente alta (Dougosh e coll., 2000; Nijstad, Diehl, & Stroebe, 2003).
Si pensa che le idee altrui stimolino entrambi i processi attivi (attivazione delle conoscenze e produzione di idee), in quanto meno tempo diventa necessario per mettere insieme indizi e quindi andare a ricercare conoscenze all’interno della memoria a lungo termine. In conclusione le idee-stimolo aumentano l’accessibilità alle conoscenze semanticamente correlate.

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